Perugia: mobilitazione della CIA sulla crisi del settore agricolo

Nota di Carlo Emanuele Trappolino, membro della Commissione agricoltura della Camera dei Deuptati

“L’assenza del governo dinanzi alla crisi dell’agricoltura è sconcertante. Mentre rischiamo di veder saltare un comparto che è secondo, per importanza, solo a quello della meccanica, il ministro Zaia non trova nulla da fare che spostare le poche risorse che ci sono per l’agricoltura da un capitolo all’altro della finanziaria. Un gioco delle tre carte che dà l’illusione del movimento ma che denuncia invece il fallimento di politiche agricole fatte alla giornata”.
Così Carlo Emanuele Trappolino, deputato del PD e membro della Commissione agricoltura della Camera, a margine della mobilitazione indetta questa mattina a Perugia dalla Confederazione Italiana Agricoltori.
“La crisi dell’agricoltura – ha proseguito Trappolino - rischia di far molto male all’Italia e all’Umbria perché non stiamo solo parlando di un problema che riguarda un pezzo, pur straordinariamente importante, del mondo produttivo, ma dell’erosione della nostra identità paesaggistica e culturale”.
“In sede di discussione del DDL 2260 – ha precisato Trappolino – abbiamo proposto di affrontare la crisi del comparto anzitutto garantendo risorse al fondo di Solidarietà e al fondo per la fiscalizzazione degli oneri contributivi, proponendo inoltre misure di sostegno per agevolare l’accesso al credito, consentire di usufruire dei benefici del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009 e che prevede all’articolo 5 la detassazione degli utili reinvestiti in macchinari, favorire il ricambio generazionale, i processi di aggregazione delle imprese e la loro internazionalizzazione. Proposte sui quali è caduta la mannaia della Commissione Bilancio guidata dalla mano di Giulio Tremonti”.
“In Francia – ha concluso il parlamentare – Sarkozy ha risposto alla crisi dell’agricoltura mettendo sul piatto due miliardi di euro. In Italia, con la dottrina dei tagli lineari abbiamo tolto agli agricoltori circa un miliardo di euro. Diversità di vedute, si dirà. Fatto è che a fronte di questa ‘terapia alla rovescia’ del governo quasi tutte le organizzazioni agricole hanno dovuto fare fronte comune e scendere in piazza. Non è la loro vocazione, ma sono stati costretti a farlo per difendere le aziende, il loro lavoro e il destino delle loro famiglie. Noi del PD, insieme a queste donne e questi uomini, vogliamo portare avanti una battaglia per dare all’agricoltura italiana quelle risposte che sole possono garantire una prospettiva meno incerta per chi di agricoltura ci vive”.

Trappolino su crisi aziende agricole: “massimo l’impegno del PD ma il governo di centrodestra è assente”

Mi verrebbe facile accogliere l’allarme del Presidente di Confagricoltura di Orvieto per affermare che la crisi del comparto è ampiamente attribuibile alla non-politica del governo di centrodestra in tema di agricoltura.  Ma anche le polemiche, pur fondate, necessitano di argomenti. Vediamoli allora insieme.
La crisi economica-finanziaria globale ha colpito duramente il settore. In particolare: (1) nell’ultimo anno i costi dei concimi, sementi, gasolio ed energia elettrica sono aumentati mediamente del 7%; (2) i prezzi all’origine dei prodotti agricoli, sono scesi in media del 7%, con punte del 35-50%, rendendo i ricavi di un numero crescente di prodotti ortofrutticoli, cerealicoli e zootecnici non sufficienti a coprire i costi di produzione; (3) i redditi degli agricoltori, dopo una ripresa fatta registrare nel 2008, sono ovunque in forte calo; (4) le imprese agricole, costrette sempre più spesso all’indebitamento, stanno incontrando difficoltà crescenti nell’accesso al credito; (5)  il clima di fiducia dell’industria alimentare ha fatto segnare nell’ultimo trimestre del 2008 un netto peggioramento, con il rischio di generare nuova disoccupazione.
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Sui restauri di San Giovenale Trappolino interroga il Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Quand’è che inizieranno i lavori di restauro degli interni della chiesa di San Giovenale? È questa la sintesi dell’interrogazione che il deputato del PD Carlo Emanuele Trappolino ha indirizzato al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi.
Con quest’atto il parlamentare umbro chiede di conoscere lo stato del procedimento relativo all’assegnazione dei lavori per il restauro degli interni (affreschi e materiale lapideo) dell’antica chiesa orvietana, interventi finanziati da 470mila euro provenienti dalla ripartizione della quota dell’otto per mille per l’anno 2007.  L’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi il 13 novembre 2007 firmò il decreto che stabiliva l’assegnazione delle risorse.  Ma a quasi due anni di distanza il progetto - elaborato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico dell’Umbria - non è ancora entrato nella fase attuativa,  ed è per questa ragione che Trappolino ha inteso sollecitare l’attenzione del Ministro con una specifica interrogazione.
“Il progetto di restauro – afferma il parlamentare – ha il pregio di restituire alla città i tesori artistici di una delle sue più antiche chiese. Da questi lavori possiamo cogliere l’occasione per ritornare vicini ai luoghi più profondi del nostro vivere e del nostro abitare, passando dalla parte dei simboli attorno ai quali si riconoscono le esperienze di comunità di donne e uomini”.

Ufficio dei Beni Culturali a Orvieto: Carlo Emanuele Trappolino interroga il Ministro Sandro Bondi

Il deputato umbro chiede inoltre al Ministro di impegnarsi al fine dell’inserimento di Orvieto nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO
ORVIETO - Il trasferimento a Perugia degli Uffici distaccati del Ministero per i Beni Culturali presenti a Orvieto arriva alla Commissione per i Beni e le Attività Culturali della Camera dei Deputati. A sollevare l’attenzione sul caso l’on. Carlo Emanuele Trappolino, il quale ha inteso dare seguito alle preoccupazioni già evidenziate dall’amministrazione del Comune di Orvieto, e da diverse realtà culturali, rivolgendosi direttamente al Ministro Sandro Bondi attraverso una specifica interrogazione. Trappolino scrive a Bondi per conoscere “quali siano le  motivazioni della chiusura degli Uffici distaccati del Ministero per i Beni Culturali presenti a Orvieto” e se non “ritenga opportuno mantenere a pieno regime gli uffici di Orvieto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria anche in considerazione che il Comune di Orvieto ha avviato l’iter procedurale per l’inserimento di Orvieto nella lista mondiale dell’UNESCO”.L’interrogazione chiede infine al Ministro se non ritenga opportuno - in ragione delle singolarità monumentali, storiche, ambientali e paesaggistiche dei territori cui l’ufficio decentrato faceva riferimento -  di  “impegnarsi per conservare a Orvieto quello che appare come un presidio dello Stato per la tutela e valorizzazione di un importantissimo patrimonio culturale e paesaggistico e se non considera l’opportunità di contribuire fattivamente al raggiungimento del riconoscimento di Orvieto come patrimonio mondiale dell’Unesco”.

Cordoglio dell’On. Carlo Emanuele Trappolino per i soldati italiani uccisi in Afghanistan

Cordoglio dell’on. Carlo Emanuele Trappolino per i soldati italiani uccisi in Afghanistan

Vorrei manifestare il mio più vivo cordoglio per i militari italiani caduti in Afghanistan e la vicinanza al dolore delle famiglie colpite dal lutto. La tragedia di questo giorno trafigge anche i nostri territori poiché tra le vittime dell’attentato c’è anche un ventiseienne di Lubriano, Giandomenico Pistonami.  La prossimità di città, borghi e persone  accresce il dolore e la sgomenta incredulità per una morte orrenda e ingiusta. Esprimo alla famiglia di Giandomenico e alla comunità di Lubriano l’affetto più grande e la partecipazione all’ immenso dolore.

Ancora una volta i nostri militari presenti nei luoghi di conflitto per affermare le ragioni della pace pagano un inaudito tributo di sangue.  Alle Forze Armate impegnate in questa e in altre missioni all’estero va la mia piena solidarietà.

Questa giornata di lutto impone a tutto il Paese di stringersi unito attorno a questa drammatica vicenda e di trovare toni adeguati alla gravità del momento.

Carlo Emanuele Trappolino /Deputato del Partito Democratico

Orvieto, Giovedì 17 settembre 2009

Il governo latitante asseconda i tagli di Trenitalia. Una nota dell’On. Trappolino

“L’ennesimo colpo di mannaia di Trenitalia a danno dei pendolari della tratta Roma-Firenze avviene con la colpevole responsabilità del governo”. Lo dichiara l’On. Carlo Emanuele Trappolino, deputato del Partito Democratico riassumendo, in una breve nota stampa, i fatti essenziali.

“Nel febbraio 2009 - fa notare l’Onorevole - la Commissione IX (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) approva all’unanimità una risoluzione presentata dal Partito Democratico che impegna il governo a garantire l’attuale livello dei servizi ferroviari presenti in particolare sulla direttissima Firenze-Roma. Di fatto, una vera e propria moratoria fino al 2011, anno in cui entrerà sul mercato la compagnia ferroviaria Ntv, secondo gestore dell’alta velocità”.

“In vista del nuovo orario estivo 2009 - continua Trappolino - cominciano però a circolare indiscrezioni sulla soppressione di alcuni treni sulla tratta Firenze-Roma. Il 5 maggio 2009 assieme a Franco Ceccuzzi (primo firmatario) e a Donella Mattesini presentiamo un’interrogazione (3/00511) indirizzata al ministro dei Trasporti Altiero Matteoli per verificare la veridicità di tali indiscrezioni e per scongiurare il verificarsi di una tale ipotesi”.

“Ad oggi l’interrogazione è ancora in attesa di risposta - conclude l’On. Trappolino - mentre i tagli paventati si sono compiutamente realizzati, con il colpevole silenzio del governo che così tradisce il suo impegno assunto dinanzi al Parlamento e ai pendolari. Ancora una volta, un governo inadeguato, incapace di tener fede ai suoi stessi impegni, dimentica i bisogni reali di migliaia di lavoratori e studenti”.

Intervento in aula di Carlo Emanuele Trappolino su quote latte

Discussione generale
25-03-2009
Decreto-legge n. 4/09 recante misure urgenti in materia di produzione lattiera
Carlo Emanuele Trappolino

A.C.2263

Signor Presidente, signor Ministro, che non vedo più, il complesso degli emendamenti che abbiamo presentato per migliorare il decreto-legge in esame si propone di modificare in misura sostanziale gli effetti perversi del provvedimento, quelli per intenderci che determinano, neppure tanto surrettiziamente, una sanatoria per comportamenti illeciti (e lo abbiamo detto in vari modi). Con questo decreto-legge ritorniamo sul tema delle quote latte a sei anni dall’approvazione della legge n. 119 del 2003, che avrebbe dovuto porre la parola «fine» ad una vicenda davvero poco gratificante per il nostro Paese.
Quella legge fu approvata dal Parlamento a larghissima maggioranza, con il voto contrario della Lega, che per l’occasione preferì mettersi dalla parte dei Cobas del latte. Si potrebbe parlare quindi di una sorta di ritorno del rimosso, mai del tutto domato e mai del tutto incardinato dentro una disciplina razionale; eppure, proseguendo la metafora freudiana, la terapia era stata predisposta con accortezza. La citata legge n. 119 era stata costruita per produrre garanzie di rispetto della quota assegnata, definendo una procedura per favorire, con il meccanismo della rateizzazione, il pagamento del debito generato dalle multe fino ad allora non pagate.
Al meccanismo aderì la stragrande maggioranza dei produttori, mentre poche migliaia di produttori decisero di non aderire ed intrapresero la via dei ricorsi, rifiutando di pagare le multe ed impedendo quindi alla stessa legge di dispiegare pienamente i suoi effetti.
In un primo tempo ci era parso di cogliere nelle parole del Ministro una qualche disponibilità al confronto sulle questioni che avevamo sollevato come gruppo del Partito Democratico in Commissione agricoltura; la disponibilità non ha tuttavia superato la prova dei fatti e con rammarico constatiamo il prevalere degli interessi di pochi grandi splafonatori, lasciando evidenziare un diverso trattamento tra chi ha agito nella piena legalità delle regole (ricorrendo anche a mutui che incidono pesantemente sui bilanci aziendali) e chi, invece, ha scelto di ignorare la legge.
In questo decreto-legge si propone e si ripropone un dilemma formidabile, cioè la giustificazione etica e politica di sanatorie per comportamenti illeciti.
Oltre a provocare danni economici al sistema generale e al corretto funzionamento dei mercati, in particolare, questo tipo di sanatorie legittimano l’idea intollerabile che rispettare la legge non conviene. Che lei, signor Ministro, avesse in mente una sorta d’indulgenza plenaria per mondare i peccati dei pochi irriducibili e furbi è stato ben colto dalle organizzazioni di categoria e da quegli allevatori che hanno voluto rappresentare le proprie ragioni manifestando in direzione di Arcore e di Gemonio poche settimane fa.
Chi rispetta le regole, chi lavora dentro i perimetri della legge, ha uno speciale diritto morale di parola rispetto agli apologeti della furbizia. A questa mobilitazione va riconosciuto il merito di aver trasferito la necessaria forza affinché il testo presentato in origine fosse modificato al Senato. I miglioramenti apportati hanno introdotto norme di garanzia che declinano un elementare principio di giustizia, evitando di premiare chi in realtà non può essere premiato.
La rinuncia al contenzioso esemplifica il senso del ragionamento, tuttavia quel rimosso torna ad agire, quasi a voler attribuire all’indistinto legale una priorità sulla logica della giustizia (faccio riferimento alla modifica che voi avete inserito in Commissione agricoltura andando a peggiorare ulteriormente il testo licenziato dal Senato). Se prima il mancato pagamento di una sola rata era sufficiente a far decadere i benefici derivanti dalla rateizzazione e dall’assegnazione di nuove quote, ora si stabilisce che la decadenza di questi benefici si avrà solo in caso di reiterato mancato pagamento; ma spiegateci cosa significa «reiterato». Tutta la razionalità della regola che si intendeva affermare ritorna nell’indistinto di una notte - è davvero il caso di dirlo - in cui tutte le mucche sono nere, preparando così una nuova era di infinite dispute legali e di nuovi ricorsi.
Noi crediamo che il Paese deve pur trovare una soluzione definitiva alla vicenda dei cosiddetti splafonatori o irregolari del latte che dura ormai da un quarto di secolo. Per questo abbiamo contribuito come Partito Democratico, con responsabilità, serietà e rigore, alla definizione di una soluzione giusta e definitiva. Per questa ragione abbiamo inteso offrire alla discussione questo pacchetto di emendamenti utili a migliorare il decreto-legge e a rilanciare con forza il settore lattiero-caseario.
I nostri emendamenti tendono, quindi, a modificare tutte le norme che, in modo diretto o indiretto, favoriscono chi ha agito al di fuori della legge, a partire dalla creazione di canali prioritari per la distribuzione delle quote per chi si è sempre mosso nella legalità, invertendo la priorità tra affittuari e splafonatori; questo è il cuore del provvedimento ed è anche il luogo dove si affermano i principi di equità e giustizia.
Il Ministro avrà anche le sue personali regioni di parte nel farlo, ma è davvero incomprensibile ed intollerabile pensare di redistribuire la quota di produzione aggiuntiva senza prevedere una differenza ed una distinzione tra chi in questi anni ha affittato le quote, e chi, invece, ha acceduto nella propria produzione. La differenza è sin troppo evidente: mentre i primi hanno fatto ricorso all’affitto delle quote per garantire la propria produzione e stare nelle regole, i secondi esondano dalla quota assegnata senza alcun costo aggiuntivo, né senza troppi scrupoli rispetto alla legge vigente.
Il complesso di emendamenti, quindi, migliora i contenuti del decreto-legge, imprimendogli un più deciso effetto sistemico, che va ad interessare anche altri settori del comparto agricolo. Questi emendamenti sono stati, quindi, articolati al fine di potenziare la disponibilità del Fondo rotatorio a sostegno del settore e sostenere chi ha investito in questi anni; ad individuare un sistema di compensazione delle multe con i contributi PAC, non solo per la prima rata, ma a scalare per le successive; ad assegnare le quote di riserva nazionale fino all’adesione alla rateizzazione e al pagamento della prima rata; ad introdurre misure a favore delle imprese che effettuano la stagionatura di lungo periodo dei prodotti caseari; e a finanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà nazionale - come è stato ricordato dai miei colleghi - e a dare piena attuazione ai meccanismi di gestione del rischio in agricoltura, potenziando il ruolo delle polizze assicurative. nostri emendamenti vanno anche nella direzione del ripristino del canone ricognitorio per le imprese ittiche e di porre fine ai contenziosi INPS con le cooperative forestali. Ecco, in questo pacchetto emendativo c’è il nostro contributo, un contributo di forza di opposizione che sa assumersi la responsabilità delle scelte con rigore e serietà. Ora tocca a voi dimostrare al Paese il senso delle vostre scelte senza ambiguità e in modo inequivoco.

Sabato 18 e Domenica 19 aprile

Carlo Emanuele Trappolino interverrà al 1° FORUM PROGRAMMATICO DEI GIOVANI DEMOCRATICI UMBRIA
Sede PD Trevi  - Via Cannaiola, 3 - BORGO TREVI
programma dei lavori

 

Riforma delle politiche agricole comunitarie PAC

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Convegno
Venerdì 13 marzo ore 17.00
CINEMA OLIMPIA

PROGRAMMA
Maicco PIFFERI coordinatore circolo PD Acquapendente
introduce
Dott. Francesco PRUDENZI
interverranno
On. Katiuscia MARINI parlametare europeo PSE
“La Riforma della PAC”
On. Giuseppe PARRONCINI capogruppo PD Regione Lazio
“Nuova agricoltura Regione Lazio (P.I.T.)”
DIBATTITO

conclusioni
On. CARLO EMANUELE TRAPPOLINO
 

 

 

Una risoluzione per i pendolari di Umbria e Toscana

Una risoluzione per i pendolari di Umbria e Toscana
Trappolino (PD): “Soddisfazione per aver scongiurato, per ora, il rischio di una progressiva marginalizzazione dei territori umbri e toscani. Ma ora, avanti con la ‘cura del ferro’.
Approvata all’unanimità, in Commissione Trasporti della Camera, una risoluzione, presentata da Michele Meta del Partito Democratico, che impegna il governo ad investire nei servizi ferroviari di trasporto pubblico, assicurare per gli anni 2010, 2011 l’attuale frequenza e gli stessi tempi di percorrenza del servizio intercity tra Firenze e Roma, confermare le attuali fermate del servizio Eurostar ed Intercity presso le stazioni di Arezzo, Chiusi e Orvieto.
Il voto unanime in Commissione è stato preceduto dall’audizione dei Comitati dei Pendolari, ai quali va attribuito il merito di aver posto all’attenzione dell’opinione pubblica, con precisa determinazione,   l’urgenza dei problemi relativi al trasporto ferroviario pendolare.
Soddisfazione da parte dei parlamentari del PD, in particolare quelli di Toscana e Umbria, impegnati a contrastare le politiche dei tagli di Trenitalia.
“Il voto in commissione – spiega il deputato umbro del PD Carlo Emanuele Trappolino e firmatario della risoluzione approvata – impegna  il governo a mutare il segno di una politica dei tagli che rischia di marginalizzare importanti territori nel nostro paese e che lede il diritto alla mobilità di milioni di pendolari”.
“La ‘cura del ferro’ per una mobilità sostenibile – continua  Trappolino – che abbiamo proposto come Partito Democratico, è la via concreta per rilanciare un importante settore industriale, come quello ferroviario e raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra.  A breve il Parlamento sarà chiamato a discutere  la nostra Proposta di Legge per l’acquisto dei treni pendolari attraverso un centesimo di accisa per litro di benzina , gasolio e GPL. Una misura, questa, che consentirebbe di generare un flusso di risorse annuale pari a 50 milioni di euro, da destinare al rinnovo del materiale rotabile. In misura dell’evidente interesse generale, - conclude il parlamentare umbro - chiediamo ai colleghi di maggioranza e di opposizione di procedere rapidamente all’approvazione della nostra Proposta di Legge”.

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