Il governo latitante asseconda i tagli di Trenitalia. Una nota dell’On. Trappolino

“L’ennesimo colpo di mannaia di Trenitalia a danno dei pendolari della tratta Roma-Firenze avviene con la colpevole responsabilità del governo”. Lo dichiara l’On. Carlo Emanuele Trappolino, deputato del Partito Democratico riassumendo, in una breve nota stampa, i fatti essenziali.

“Nel febbraio 2009 - fa notare l’Onorevole - la Commissione IX (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) approva all’unanimità una risoluzione presentata dal Partito Democratico che impegna il governo a garantire l’attuale livello dei servizi ferroviari presenti in particolare sulla direttissima Firenze-Roma. Di fatto, una vera e propria moratoria fino al 2011, anno in cui entrerà sul mercato la compagnia ferroviaria Ntv, secondo gestore dell’alta velocità”.

“In vista del nuovo orario estivo 2009 - continua Trappolino - cominciano però a circolare indiscrezioni sulla soppressione di alcuni treni sulla tratta Firenze-Roma. Il 5 maggio 2009 assieme a Franco Ceccuzzi (primo firmatario) e a Donella Mattesini presentiamo un’interrogazione (3/00511) indirizzata al ministro dei Trasporti Altiero Matteoli per verificare la veridicità di tali indiscrezioni e per scongiurare il verificarsi di una tale ipotesi”.

“Ad oggi l’interrogazione è ancora in attesa di risposta - conclude l’On. Trappolino - mentre i tagli paventati si sono compiutamente realizzati, con il colpevole silenzio del governo che così tradisce il suo impegno assunto dinanzi al Parlamento e ai pendolari. Ancora una volta, un governo inadeguato, incapace di tener fede ai suoi stessi impegni, dimentica i bisogni reali di migliaia di lavoratori e studenti”.

Intervento in aula di Carlo Emanuele Trappolino su quote latte

Discussione generale
25-03-2009
Decreto-legge n. 4/09 recante misure urgenti in materia di produzione lattiera
Carlo Emanuele Trappolino

A.C.2263

Signor Presidente, signor Ministro, che non vedo più, il complesso degli emendamenti che abbiamo presentato per migliorare il decreto-legge in esame si propone di modificare in misura sostanziale gli effetti perversi del provvedimento, quelli per intenderci che determinano, neppure tanto surrettiziamente, una sanatoria per comportamenti illeciti (e lo abbiamo detto in vari modi). Con questo decreto-legge ritorniamo sul tema delle quote latte a sei anni dall’approvazione della legge n. 119 del 2003, che avrebbe dovuto porre la parola «fine» ad una vicenda davvero poco gratificante per il nostro Paese.
Quella legge fu approvata dal Parlamento a larghissima maggioranza, con il voto contrario della Lega, che per l’occasione preferì mettersi dalla parte dei Cobas del latte. Si potrebbe parlare quindi di una sorta di ritorno del rimosso, mai del tutto domato e mai del tutto incardinato dentro una disciplina razionale; eppure, proseguendo la metafora freudiana, la terapia era stata predisposta con accortezza. La citata legge n. 119 era stata costruita per produrre garanzie di rispetto della quota assegnata, definendo una procedura per favorire, con il meccanismo della rateizzazione, il pagamento del debito generato dalle multe fino ad allora non pagate.
Al meccanismo aderì la stragrande maggioranza dei produttori, mentre poche migliaia di produttori decisero di non aderire ed intrapresero la via dei ricorsi, rifiutando di pagare le multe ed impedendo quindi alla stessa legge di dispiegare pienamente i suoi effetti.
In un primo tempo ci era parso di cogliere nelle parole del Ministro una qualche disponibilità al confronto sulle questioni che avevamo sollevato come gruppo del Partito Democratico in Commissione agricoltura; la disponibilità non ha tuttavia superato la prova dei fatti e con rammarico constatiamo il prevalere degli interessi di pochi grandi splafonatori, lasciando evidenziare un diverso trattamento tra chi ha agito nella piena legalità delle regole (ricorrendo anche a mutui che incidono pesantemente sui bilanci aziendali) e chi, invece, ha scelto di ignorare la legge.
In questo decreto-legge si propone e si ripropone un dilemma formidabile, cioè la giustificazione etica e politica di sanatorie per comportamenti illeciti.
Oltre a provocare danni economici al sistema generale e al corretto funzionamento dei mercati, in particolare, questo tipo di sanatorie legittimano l’idea intollerabile che rispettare la legge non conviene. Che lei, signor Ministro, avesse in mente una sorta d’indulgenza plenaria per mondare i peccati dei pochi irriducibili e furbi è stato ben colto dalle organizzazioni di categoria e da quegli allevatori che hanno voluto rappresentare le proprie ragioni manifestando in direzione di Arcore e di Gemonio poche settimane fa.
Chi rispetta le regole, chi lavora dentro i perimetri della legge, ha uno speciale diritto morale di parola rispetto agli apologeti della furbizia. A questa mobilitazione va riconosciuto il merito di aver trasferito la necessaria forza affinché il testo presentato in origine fosse modificato al Senato. I miglioramenti apportati hanno introdotto norme di garanzia che declinano un elementare principio di giustizia, evitando di premiare chi in realtà non può essere premiato.
La rinuncia al contenzioso esemplifica il senso del ragionamento, tuttavia quel rimosso torna ad agire, quasi a voler attribuire all’indistinto legale una priorità sulla logica della giustizia (faccio riferimento alla modifica che voi avete inserito in Commissione agricoltura andando a peggiorare ulteriormente il testo licenziato dal Senato). Se prima il mancato pagamento di una sola rata era sufficiente a far decadere i benefici derivanti dalla rateizzazione e dall’assegnazione di nuove quote, ora si stabilisce che la decadenza di questi benefici si avrà solo in caso di reiterato mancato pagamento; ma spiegateci cosa significa «reiterato». Tutta la razionalità della regola che si intendeva affermare ritorna nell’indistinto di una notte - è davvero il caso di dirlo - in cui tutte le mucche sono nere, preparando così una nuova era di infinite dispute legali e di nuovi ricorsi.
Noi crediamo che il Paese deve pur trovare una soluzione definitiva alla vicenda dei cosiddetti splafonatori o irregolari del latte che dura ormai da un quarto di secolo. Per questo abbiamo contribuito come Partito Democratico, con responsabilità, serietà e rigore, alla definizione di una soluzione giusta e definitiva. Per questa ragione abbiamo inteso offrire alla discussione questo pacchetto di emendamenti utili a migliorare il decreto-legge e a rilanciare con forza il settore lattiero-caseario.
I nostri emendamenti tendono, quindi, a modificare tutte le norme che, in modo diretto o indiretto, favoriscono chi ha agito al di fuori della legge, a partire dalla creazione di canali prioritari per la distribuzione delle quote per chi si è sempre mosso nella legalità, invertendo la priorità tra affittuari e splafonatori; questo è il cuore del provvedimento ed è anche il luogo dove si affermano i principi di equità e giustizia.
Il Ministro avrà anche le sue personali regioni di parte nel farlo, ma è davvero incomprensibile ed intollerabile pensare di redistribuire la quota di produzione aggiuntiva senza prevedere una differenza ed una distinzione tra chi in questi anni ha affittato le quote, e chi, invece, ha acceduto nella propria produzione. La differenza è sin troppo evidente: mentre i primi hanno fatto ricorso all’affitto delle quote per garantire la propria produzione e stare nelle regole, i secondi esondano dalla quota assegnata senza alcun costo aggiuntivo, né senza troppi scrupoli rispetto alla legge vigente.
Il complesso di emendamenti, quindi, migliora i contenuti del decreto-legge, imprimendogli un più deciso effetto sistemico, che va ad interessare anche altri settori del comparto agricolo. Questi emendamenti sono stati, quindi, articolati al fine di potenziare la disponibilità del Fondo rotatorio a sostegno del settore e sostenere chi ha investito in questi anni; ad individuare un sistema di compensazione delle multe con i contributi PAC, non solo per la prima rata, ma a scalare per le successive; ad assegnare le quote di riserva nazionale fino all’adesione alla rateizzazione e al pagamento della prima rata; ad introdurre misure a favore delle imprese che effettuano la stagionatura di lungo periodo dei prodotti caseari; e a finanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà nazionale - come è stato ricordato dai miei colleghi - e a dare piena attuazione ai meccanismi di gestione del rischio in agricoltura, potenziando il ruolo delle polizze assicurative. nostri emendamenti vanno anche nella direzione del ripristino del canone ricognitorio per le imprese ittiche e di porre fine ai contenziosi INPS con le cooperative forestali. Ecco, in questo pacchetto emendativo c’è il nostro contributo, un contributo di forza di opposizione che sa assumersi la responsabilità delle scelte con rigore e serietà. Ora tocca a voi dimostrare al Paese il senso delle vostre scelte senza ambiguità e in modo inequivoco.

Sabato 18 e Domenica 19 aprile

Carlo Emanuele Trappolino interverrà al 1° FORUM PROGRAMMATICO DEI GIOVANI DEMOCRATICI UMBRIA
Sede PD Trevi  - Via Cannaiola, 3 - BORGO TREVI
programma dei lavori

 

Riforma delle politiche agricole comunitarie PAC

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Convegno
Venerdì 13 marzo ore 17.00
CINEMA OLIMPIA

PROGRAMMA
Maicco PIFFERI coordinatore circolo PD Acquapendente
introduce
Dott. Francesco PRUDENZI
interverranno
On. Katiuscia MARINI parlametare europeo PSE
“La Riforma della PAC”
On. Giuseppe PARRONCINI capogruppo PD Regione Lazio
“Nuova agricoltura Regione Lazio (P.I.T.)”
DIBATTITO

conclusioni
On. CARLO EMANUELE TRAPPOLINO
 

 

 

Una risoluzione per i pendolari di Umbria e Toscana

Una risoluzione per i pendolari di Umbria e Toscana
Trappolino (PD): “Soddisfazione per aver scongiurato, per ora, il rischio di una progressiva marginalizzazione dei territori umbri e toscani. Ma ora, avanti con la ‘cura del ferro’.
Approvata all’unanimità, in Commissione Trasporti della Camera, una risoluzione, presentata da Michele Meta del Partito Democratico, che impegna il governo ad investire nei servizi ferroviari di trasporto pubblico, assicurare per gli anni 2010, 2011 l’attuale frequenza e gli stessi tempi di percorrenza del servizio intercity tra Firenze e Roma, confermare le attuali fermate del servizio Eurostar ed Intercity presso le stazioni di Arezzo, Chiusi e Orvieto.
Il voto unanime in Commissione è stato preceduto dall’audizione dei Comitati dei Pendolari, ai quali va attribuito il merito di aver posto all’attenzione dell’opinione pubblica, con precisa determinazione,   l’urgenza dei problemi relativi al trasporto ferroviario pendolare.
Soddisfazione da parte dei parlamentari del PD, in particolare quelli di Toscana e Umbria, impegnati a contrastare le politiche dei tagli di Trenitalia.
“Il voto in commissione – spiega il deputato umbro del PD Carlo Emanuele Trappolino e firmatario della risoluzione approvata – impegna  il governo a mutare il segno di una politica dei tagli che rischia di marginalizzare importanti territori nel nostro paese e che lede il diritto alla mobilità di milioni di pendolari”.
“La ‘cura del ferro’ per una mobilità sostenibile – continua  Trappolino – che abbiamo proposto come Partito Democratico, è la via concreta per rilanciare un importante settore industriale, come quello ferroviario e raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra.  A breve il Parlamento sarà chiamato a discutere  la nostra Proposta di Legge per l’acquisto dei treni pendolari attraverso un centesimo di accisa per litro di benzina , gasolio e GPL. Una misura, questa, che consentirebbe di generare un flusso di risorse annuale pari a 50 milioni di euro, da destinare al rinnovo del materiale rotabile. In misura dell’evidente interesse generale, - conclude il parlamentare umbro - chiediamo ai colleghi di maggioranza e di opposizione di procedere rapidamente all’approvazione della nostra Proposta di Legge”.

Mille treni per i pendolari e per lo sviluppo dei territori

Carlo Emanuele Trappolino (Deputato PD): “Un centesimo di euro sul prezzo della benzina per rinnovare l’intero parco macchine delle ferrovie da destinare al trasporto pubblico locale e pendolare.   Le proposte del PD, per dare, anche in Umbria, risposte al disagio di migliaia di lavoratori e alle criticità del sistema di mobilità su ferro”

Una “cura del ferro”, composta da mille nuovi treni, per far fronte al crescente disagio dei pendolari e fare spazio ad un sistema di trasporto ambientalmente sostenibile.   È il contenuto della Proposta di Legge presentata dai deputati del PD – sottoscritta, tra gli altri, dall’umbro Carlo Emanuele Trappolino – e illustrata questa mattina alla Camera dei Deputati.   Read more »

Per i pendolari nuovi treni dall’accisa della benzina

Trappolino (PD): una proposta innovativa per sostenere il trasporto pubblico locale, per l’ambiente e per rilanciare il settore industriale connesso

  Un centesimo al litro sulle accise della benzina per finanziare l’acquisto di mille treni da destinare ai pendolari. Questo, in sintesi, il disegno di legge presentato da   Michele Meta (PD) in Commissione Trasporti - sottoscritto, tra gli altri, dal deputato umbro del Partito Democratico Carlo Emanuele Trappolino - e   oggi rilanciato a margine dell’audizione dell’Amministratore Delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano.

“Si tratta – spiega Carlo Emanuele Trappolino – di una proposta già presentata in forma di emendamento al decreto anticrisi e che può rappresentare, anche in considerazione dell’attuale congiuntura economica, uno strumento fondamentale per rilanciare il trasporto su ferro e un importante comparto industriale”.

“Il disegno di legge – prosegue Trappolino – affronta il disagio dei pendolari attraverso l’introduzione di nuovo materiale rotabile e un più alto numero di convogli. Resta tuttavia impregiudicata – perché legata alla definizione di strategie più complessive -   la questione del trasporto pendolare attraverso i treni a media e lunga percorrenza e che determina le criticità segnalate, con sin troppa pazienza, dai pendolari di Umbria, Toscana, Lazio e Marche”.

“L’Alta Velocità – afferma   il parlamentare umbro -, per come si sta configurando, rischia di mettere nell’angolo pendolari  e territori .   È quindi importante tenere alta l’attenzione su questi temi decisivi, e la nostra proposta va nella direzione di rilanciare il trasporto su ferro nell’ottica di garantire la piena accessibilità di un servizio universale”

Diritto allo studio

Ordine del Giorno 9/1966/53
presentato da CARLO EMANUELE TRAPPOLINO giovedì 8 gennaio 2009, seduta n.111
La Camera, premesso che:
l’articolo 3 del provvedimento in esame prevede l’integrazione del fondo per il finanziamento dei progetti volti alla realizzazione di alloggi e residenze universitarie e un incremento del fondo per la concessione di borse di studio;
le risorse previste per le borse di studio compensano solo parzialmente le riduzioni apportate con legge di bilancio;
sulla base delle risorse fino ad oggi disponibili in alcune realtà territoriali, tra le quali l’Umbria, si è riusciti ad assicurare l’erogazione delle borse di studio a tutti gli aventi diritto;
anche le risorse finalizzate alla realizzazione di alloggi e residenze risultano parzialmente reintegrate - rispetto ai tagli già praticati con i precedenti provvedimenti - dal richiamato articolo 3, mentre risultano già da tempo approvati, e non ancora finanziati, progetti per la realizzazione di nuove strutture di accoglienza di studenti universitari,
impegna il Governo:
nelle procedure di riparto delle risorse previste, ad assicurare le condizioni per la continuità dell’erogazione delle borse di studio nei territori che hanno fatto fronte alla totalità delle richieste degli aventi diritto alle borse di studio per studenti capaci e meritevoli;
ad assicurare il finanziamento di quei progetti per alloggi e residenze che, in base alla legge n. 338 del 2000 e successive modifiche ed integrazioni, risultino prioritariamente cantierabili.
9/1966/53.(Testo modificato nel corso della seduta)Trappolino, Laffranco, Bocci, Girlanda, Sereni, Luciano Rossi, Leoluca Orlando.

Centrale Biomasse: bene l’iniziativa dei sindaci dell’Alto Orvietano

“Investire nelle energie rinnovabili è una sfida per tutti: i sindaci
dell’alto orvietano siano protagonisti nelle scelte di programmazione
del settore che riguardano il proprio territorio”. C’è soddisfazione
da parte di Gianluca Rossi, capogruppo del Partito democratico alla
Regione Umbria, e di Carlo Emanuele Trappolino, deputato umbro del Pd per
gli orientamenti maturati in occasione dell’incontro del 26 novembre
sulla vicenda della centrale biomasse di Montegabbione, al quale hanno
partecipato i sindaci dell’alto orvietano e l’assessore
all’ambiente della Provincia di Terni. “Il comparto delle energie
rinnovabili – sottolineano Rossi e Trappolino – deve poter trovare in
Umbria un terreno di forte e intenso sviluppo, attraverso un mix di
soluzioni differenti per dimensioni, fonti e contesti ambientali,
nell’evidenza di indirizzi che danno agli imprenditori solide basi per
gli investimenti. Le iniziative dei  territori in
materia energetica – proseguono i due esponenti del Pd – devono
essere inserite, oltre che in un perimetro di certezze normative e
autorizzative, all’interno di una programmazione politica regionale,
provinciale e d’area vasta. Tutto questo per definire ciò che si può
fare e dove lo si può fare. In questa ottica va interpretata la
decisione di procedere ad una valutazione scientificamente fondata delle
possibilità offerte dal territorio in termini di sviluppo delle energie
rinnovabili”.Per Rossi e Trappolino “bene hanno fatto i sindaci
dell’alto orvietano, a partire da quello di Montegabbione, a ribadire
il valore centrale della qualità del territorio nelle politiche di
sviluppo d’area vasta. Valore che dà le istruzioni per le politiche
energetiche locali, rispetto a cui il protagonismo delle amministrazioni
deve essere sostenuto – concludono – anche attraverso le agenzie
regionali, gli enti di area vasta, le università e i centri di ricerca”.

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

25 novembre 2008

Trappolino: contro la violenza sulle donne il governo e il parlamento approvino la legge che tuteli le donne nella loro dignità e nella loro vita
Secondo i dati dell’Istat sono quasi 14 milioni le donne che hanno subito almeno una volta nella vita atti di violenza fisica, sessuale o psicologica.  Un dramma che solo in meno dei 10% dei casi ha trovato pubblicità attraverso una denuncia alle Autorità e che nel 75% dei casi ha visto come artefice della violenza un familiare o un conoscente della vittima.
Sono dati intollerabili che offendono le coscienze dei cittadini e rendono risibili le nostre prosopopee sulla modernità e sull’emancipazione del genere umano…
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ho aderito all’iniziativa promossa dall’Associazione Donne in Rete con cui si chiede al Governo e al Parlamento di accelerare l’iter di approvazione della legge per rafforzare le tutele penali e sociali nei confronti delle donne che ogni giorno subiscono violenze e aggressioni, spesso in ambiente familiare.
Una legge per dare tutela alle donne nella loro dignità e nella loro vita e che dia certezza di diritto a tutte le vittime di un fenomeno, purtroppo, in continua crescita.

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